Repubblica di Slovenia: democrazia parlamentare
Superficie: 20.273 km2
Popolazione: 1.986.989
PNL pro capite: 9.847 USD (1998), 10,078 USD (1999)
Valuta: tallero sloveno/SIT - 231,48 SIT = 1 USD (March 2001))
Capitale: Lubiana (num. abitanti: 330.000)
La Slovenia, divenuta indipendente nel 1991, è uno degli stati europei più
giovani; è il 176° membro delle Nazioni Unite ed è membro a pieno diritto
degli Accordi per il libero scambio tra i paesi dell' Europa centrale, collabora
con l'Alleanza NATO per la pace, è membro costituente dell'Organizzazione
mondiale per il commercio ed infine membro associato dell'Unione Europea. Con il
1999 si è concluso il mandato biennale della Slovenia quale membro temporaneo
del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Caratteristiche geografiche
La Slovenia si trova tra le Alpi e l'Adriatico e confina con
l’Italia, l’Austria, l’Ungheria e la Croazia. La metà della sua
superficie è coperta dai boschi; in Europa solo la Finlandia e la Svezia hanno
un maggior territorio boschivo. La regione nord-occidentale è occupata
prevalentemente dalle Alpi, dove si trova la cima più alta (Monte Tricorno -
Triglav, 2.864 m). Sulla strada che dall'Europa centrale porta al litorale
adriatico sloveno, l’universo ipogeo del Carso sloveno cela le più maestose
gallerie sotterranee d'Europa. Le grotte di Postumia (Postojna) e di San
Canziano (Škocjan), erose dalle acque sotterranee, nascondono stupende
concrezioni di stalattiti e stalagmiti e sono inserite nell'elenco dei tesori
naturali e storici protetti dall'UNESCO. Essendo punto d'incontro delle Alpi,
della Catena dinarica e della Pianura pannonica, il clima della Slovenia è
alpino, mediterraneo e continentale.
Popolazione
La Slovenia non è solo una tra le più giovani nazioni
europee, ma anche tra le più piccole. Due milioni di abitanti rappresentano, ad
esempio, appena un terzo della popolazione danese. La lingua ufficiale è lo
sloveno. La stragrande maggioranza degli abitanti è slovena (87,84% - il
censimento risale al 1991). La comunità italiana dell’area del litorale e
quella ungherese presente nella zona nord-orientale vengono considerate
minoranze autoctone, i cui diritti sono tutelati dalla Costituzione. Le
comunità di altre etnie - immigrate in Slovenia per ragioni economiche per lo
più nel secondo dopoguerra - sono di appartenenza croata, serba, musulmana,
jugoslava, macedone, montenegrina e albanese.
La minoranza slovena autoctona è presente in Italia, in
Austria ed in Ungheria. Si calcola che al di fuori dei confini nazionali vivano
dai 250.000 ai 400.000 Sloveni (dipende se si tiene conto della seconda
generazione e di quelle successive): la maggior parte vive nei paesi oltreoceano
o in quelli dell’Unione Europea.
La maggioranza professa la religione romano-cattolica; sul
territorio sloveno sono presenti tuttavia altre trenta comunità religiose che
hanno registrato ufficialmente la propria attività.
Ordinamento politico
In conformità alla nuova Costituzione, la Slovenia è
diventata uno stato democratico, che si fonda sul principio della divisione dei
poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.
Il massimo organo legislativo è rappresentato dal Parlamento
nazionale (composto da 90 deputati), che approva le leggi. Il Consiglio di
Stato, composto da quaranta membri, assolve alla funzione consultiva. Il
presidente della repubblica viene eletto attraverso elezioni dirette e per non
più di due mandati di cinque anni ciascuno ed è anche a capo delle forze
armate. Il Governo è l’organo del potere esecutivo e rende conto del proprio
operato al Parlamento sloveno .
I magistrati rappresentano il potere giudiziario e la loro
nomina è a vita. Esistono due ordini di tribunali, i Tribunali circondariali e
quelli distrettuali; i Tribunali superiori svolgono il ruolo di Corte d’appello,
mentre la Corte suprema rappresenta il massimo livello nel sistema giudiziario.
Nel settembre 1994 è stato eletto il primo garante sloveno
per i diritti umani, che risponde del proprio operato al Parlamento sloveno.
Storia
La storia politica slovena ha inizio nel VI secolo con la
costituzione della Carantania, il primo principato indipendente sloveno, noto
per il suo ordinamento democratico, il suo sistema legislativo, le elezioni
popolari dei principi ed l'insieme di diritti innovatori garantiti per legge
alle donne.
Dal XIII secolo fino al 1918 la Slovenia venne governata
dagli Asburgo, con l’eccezione del breve periodo compreso tra il 1809 ed il
1813, durante il quale la Slovenia fece parte delle Province illiriche
appartenenti all’impero francese e poté godere di una considerevole
indipendenza.
Con il 1918 la Slovenia entrò a far parte della Jugoslavia
ottenendo notevole autonomia nell’ambito culturale, sociale, politico ed
economico. In seguito all’aggressione fascista alla Jugoslavia nel 1941, le
forze politiche slovene si riunirono nel Fronte di Liberazione ed incitarono
tutti gli Sloveni alla lotta contro l’invasore che divenne la lotta generale
per la libertà, contribuendo a porre i fondamenti dello stato sloveno. Con la
nuova Jugoslavia (nata nel 1945) il predominio dell’organizzazione fortemente
centralizzata non lasciava spazio alla realizzazione delle spinte verso l’affermazione
della nazionalità slovena. Quando infine la crisi economica e politica
jugoslava si aggravò, nell’aprile 1990 la Slovenia decise di indire le prime
elezioni libere. Con il successivo referendum la maggioranza dei votanti si
pronunciò a favore di uno stato sloveno indipendente. Il 25 giugno 1991 la
Slovenia dichiarò la propria indipendenza e nel maggio dell’anno seguente
entrò a far parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
La Slovenia e le associazioni e le
organizzazioni internazionali
In qualità di stato sovrano la Slovenia si è affermata con
successo ed è membro di numerose organizzazioni politiche ed economiche
internazionali.
È membro dell'ONU, membro provvisorio del Consiglio di
Sicurezza dell'ONU, membro del Consiglio dEuropa, del CSCE, dell’Organizzazione
mondiale per il commercio (WTO) e dell'Accordo generale sulle Tariffe doganali e
sul Commercio Internazionale (GATT); ha sottoscritto l’Accordo sul libero
scambio tra gli stati centro-europei (CEFTA), partecipa attivamente al programma
NATO per la Collaborazione per la pace ed è membro associato dell’Unione
Europea, oltre a far parte delle principali organizzazioni economiche e
finanziarie internazionali.
L'ingresso nell’Unione Europea
Tra la Slovenia e l’Unione Europea si è sviluppata molto
presto la collaborazione, grazie al riconoscimento della Repubblica slovena
indipendente da parte dell’UE nel gennaio 1992. Nel giugno 1996 la Slovenia ha
sottoscritto gli accordi per l’integrazione all’Unione Europea, a cui sono
seguiti numerosi altri accordi per il consolidamento della cooperazione politica
ed economica con l’UE.
Dal marzo 1998 la Slovenia sta conducendo le trattative per
entrare come membro a pieno titolo nell’Unione Europea. L’impegno del
governo sloveno è chiaro: è necessario consolidare lo status di nuova nazione
indipendente e sviluppare la democrazia e l’economia di mercato. L’obiettivo
principale consiste nel preparare la Slovenia entro il 2003 per l’ingresso
ufficiale nell’Unione Europea, nel cui ambito desidera avere un ruolo a pieno
diritto nel processo storico di ampliamento dell’Unione Europea e di una
riunificazione stabile, pacifica e produttiva del continente.
La Slovenia ed il Consiglio di
Sicurezza dell’ONU
Dopo l’elezione a membro provvisorio del Consiglio di
Sicurezza dell'ONU nell’ottobre 1997, la Slovenia ha occupato il posto che
spetta all’Europa centro-orientale. Nell’agosto dell’anno successivo la
Slovenia era per la prima volta alla presidenza del Consiglio di sicurezza e un’altra
volta ancora ha occupato tale incarico durante il mese di novembre prima dello
scadere del suo mandato previsto per il dicembre 1999.
Economia
Essendo un paese piuttosto piccolo, la Slovenia ha la
possibilità di svilupparsi con successo solo come economia aperta e proiettata
verso l’esterno. Ciò comporta non solo un’importanza sempre crescente delle
variazioni del traffico estero commerciale e produttivo sul PNL, bensì anche
una forte internazionalizzazione dell’economia slovena.
La maggioranza degli scambi commerciali sloveni si svolgono
con l’Unione Europea: in primo luogo con la Germania (Baviera), l’Italia
(Friuli Venezia-Giulia), l’Austria (Stiria e Carinzia), la Francia (industria
automobilistica), la Croazia, gli Stati Uniti, la Federazione russa, il Regno
Unito, l’Ungheria ed i Paesi Bassi.
Il commercio estero sloveno persegue una politica ed una
strategia il cui obbiettivo punta alla conquista di una posizione nel mercato
dell’Unione Europea ed al suo allargamento ad altri nuovi sempre nell’Unione,
alla riconquista di alcuni mercati nell’ex-Jugoslavia, alla necessaria
presenza della Slovenia sui mercati statunitensi, su quelli di taluni paesi dell’ex-Unione
Sovietica ed all’interno del CEFTA, oltre all’ingresso sui mercati di altri
stati extra-europei.
Per il livello raggiunto dal PNL pro capite (la stima per il
1999 è di 10.832$ USA), la Slovenia si pone prima tra tutti gli altri
candidati, al pari di Grecia e Portogallo che già fanno parte dell'Unione.
La Slovenia, con i suoi due milioni di abitanti, di cui
871.000 costituiscono la forza lavoro, ha raggiunto nel 1998 un PNL
corrispondente a 18,8 miliardi di dollari, che significa 9.864 dollari pro
capite (1998).
Turismo
In Slovenia si giunge rapidamente e con facilità. L’aereo
impiega un’ora da Francoforte e due da Londra. Lubiana dista sei ore di
macchina da Monaco e quattro da Vienna e appena tre ore da Venezia. Ai suoi
ospiti la Slovenia offre una campagna meravigliosa ed incontaminata, uno stile
di vita tradizionale nelle aziende agrituristiche, cibi squisiti nelle
trattorie, una permanenza gradevole e molto altro ancora. Le terme e gli
stabilimenti di cura, quali Bled, Rogaška Slatina, Radenci, i complessi termali
delle Čateške e Atomske Toplice possiedono
una ricca tradizione e sono ottimamente attrezzati sia nel settore alberghiero
sia in quello sanitario. Numerosi percorsi e sentieri montani offrono una gamma
pressoché infinità di escursioni e di gite nelle Alpi Giulie, nelle
Alpi di Kamnik e nelle Prealpi. Lattività sciistica ha una lunga tradizione in
Slovenia (le gare per la Coppa del Mondo di sci alpino a Kranjska Gora ed a
Maribor e quelle di salto con sci a Planica), la stagione invernale nei centri
sciistici è quindi sempre molto vivace. La Slovenia è molto apprezzata anche
da cacciatori e pescatori per la presenza di cervi, orsi, stambecchi, caprioli,
cinghiali e trote. La riviera slovena è ricca di proposte con Portorose, nota
località di villeggiatura, e Pirano, graziosa cittadina di pescatori. L’entroterra
sloveno nasconde grandi meraviglie naturali: il Carso con le sue grotte (le più
famose sono quelle di Postumia e di San Canziano), le sue doline, i suoi fiumi
sotterranei ed infine Lipizza, la patria dei famosi cavalli lipizzani.
L’eredità culturale
Più di mille anni fa gli antenati degli attuali Sloveni
vivevano assieme ai Franchi, ai Bavari, agli abitanti della Slavia italiana e
del Friuli e, con il passare dei secoli, con altre nazioni centro-europee. Tale
convivenza ha portato gli Sloveni a diventare parte integrante della civiltà
cristiana europea. Tra il 1550 ed il 1600 furono stampati i primi libri in
lingua slovena, di contenuto soprattutto religioso (ad esempio, la traduzione
della Bibbia), tra cui però anche la grammatica slovena.
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