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Croazia
 
Superficie:     56.538 km2 
Abitanti (censimento 1991):  4.784.265 
Densità:      84,6% 

Composizione etnica (censimento 1991): 

78,10% Croati     cattolici: 76,5% 
12,16% Serbi     ortodossi: 11,1% 
2,22% Jugoslavi     musulmani: 1,2% 
0,91% Musulmani    protestanti: 0,4% 
0,47% Ungheresi     atei: 3,9% 
0,47% Sloveni     altri o non rilevati: 6,9% 
0,45% Italiani 
5,22% altri  
 

FUNZIONARI DELLO STATO  

Presidente: Stipe Mesić 
Primo Ministro: Ivica Račan 
Presidente del Parlamento: Zlatko Tomčić  

Nella Repubblica di Croazia è in uso la lingua croata e la scrittura latina. Il più antico monumento scritto è la Tavola di Bescanuova dell'undicesimo secolo. Le prime iscrizioni erano in caratteri glagolitici e cirillici, mentre dal Trecento in qua dominano quelli latini. La questione della lingua in Croazia ha sempre avuto forti connotazioni politiche. La lingua croata è sempre stata sottomessa alla lingua tedesca, ungherese, italiana e latina ma ha comunque conservato la propria identità. A partire dalla metà dell’Ottocento, oltre a lottare per la propria indipendenza e per la libertà nazionale, i croati si adoperano anche per l’emancipazione linguistica. Ma è solo la Costituzione del 1990 a garantire in modo ufficiale il nome e l’uso della lingua croata. 

LA STORIA  

I Croati sono arrivati nell’attuale patria nel Settimo secolo ed esistono documenti che testimoniano dell’esistenza di uno stato croato già nel Nono secolo. Dopo l’estinzione della dinastia croata, il parlamento croato (Sabor) ha cominciato ad eleggere a re croati gli appartenenti delle diverse dinastie europee. Durante il regno di tutti questi re la Croazia ha conservato la funzione del bano, che era croato, nonché il proprio parlamento e gli amministratori regionali.Ciò significa che la Croazia non ha perso gli attributi principali dello stato, del regno, fino al secolo presente. Nel primo dopoguerra, il Parlamento croato ha troncato i legami con l’Impero asburgico il 28 ottobre 1918 e per la prima volta dopo molti secoli parti della Croazia sono state di nuovo unite. Lo "Stato degli Sloveni, Croati e Serbi" è stato costituito nel novembre del 1918. Il "Regno unito dei Serbi, Croati e Sloveni" fu procclamato il 1 dicembre 1918. I documenti dell’unificazione sono stati ratificati solo dall’Assemblea jugoslava e mai da nessun organo politico della Croazia o dello Stato SCS. Il Parlamento croato è stato sciolto dal 1920 al 1939 - per la prima volta nella sua storia millennaria. Il principe Alessandro ha introdotto la sua particolare dittatura il 6 gennaio 1929, usando per la prima volta la denominazione "Regno della Jugoslavia". 
Dal 1941 al 1945 sul territorio esistevano praticamente due stati, che lottavano tra di loro per il territorio croato. Nel 1941, sotto il patronato della Germania e dell’Italia, è stato proclamato lo "Stato indipendente della Croazia" di stampo fascista. Il movimento antifascista è sorto subito dopo ed ha portato alla creazione del "Consiglio nazionale della liberazione popolare della Croazia"(ZAVNOH) nel 1943; tale Consiglio era composto dal Partito comunista e dai partiti borghesi. Sotto la guida del Partito comunista, lo ZAVNOH ha posto, nel 1943, le basi per la futura Jugoslavia del dopoguerra. 

Nel secondo dopoguerra la Jugoslavia è stata una federazione centralista, unitaria e burocratica (creata sul modello dell’URSS) fino al 1974. La costituzione del 1974 ha introdotto forti elementi confederalisti ed il sistema dell’autogestione.  

L’INDIPENDENZA DELLA CROAZIA  

Dopo dieci anni di grave crisi il comunismo ha cominciato a sgretolarsi e si sono formati i primi partiti. La Croazia ha reagito alla desintegrazione dei regimi comunisti nell’Europa orientale con una serie di cambiamenti democratici nel 1990. Le prime libere elezioni dopo la secondo guerra mondiale si sono tenute in Croazia ed in Slovenia, seguite da quelle delle altre repubbliche. Nel maggio del 1990 la comunità democratica croata, guidata dal dott. Franjo Tu½mann, ha ottenuto la maggioranza dei voti. La nuova Costituzione è stata approvata nel dicembre del 1990. Al referendum del maggio 1991 i cittadini della Croazia decisero in stragrande maggioranza (94%) di vivere nello stato sovrano croato. E’ seguita la proclamazione dell’indipendenza e della sovranità il 25 giugno 1991. 

I POTERI COSTITUITI  

Il potere statale in Croazia si suddivide in: potere legislativo (Parlamento) 
potere esecutivo (Presidente e Governo) 
potere giudiziario 

POTERE LEGISLATIVO ED ESECUTIVO  

La costituzione della Repubblica di Croazia (22 dicembre 1990) stabilisce che la Croazia è uno stato indivisibile democratico e sociale. Il potere nella Repubblica di Croazia viene dal popolo ed apartiene al popolo quale comunità di cittadini liberi ed uguali. I maggiori valori dell’ordinamento costituzionale della Repubblica di Croazia sono: la liberta, i pari diritti, l’uguaglianza etnica, la pace, la giustizia sociale, il rispetto dei diritti umani, il diritto alla proprietà, il governo del diritto, la tutela della natura e dell’ambiente, la democrazia ed il sistema pluripartitico. Secondo la nuova Costituzione il Parlamento croato è composto dalla Camera dei deputati, i cui membri vengono eletti in elezioni dirette per un mandato di quattro anni, e dalla Camera delle Contee, i cui membri vengono eletti in elezioni libere per un periodo di quattro anni. A capo del potere esecutivo in Croazia si trova il Presidente, eletto per un mandato di cinque anni. Secondo la Costituzione, il Presidente nomina il Primo ministro e, su proposta di quest’ultimo, gli altri membri del Governo. La nomina è comunque soggetta alla conferma della Camera dei deputati.