Simposio Alpe-Adria
Il futuro dell'allevamento bovino in Europa
Univ. Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Ernst Kalm
Istituto per l'allevamento bovino dell'Università
Christian-Albrecht di Kiel
Le aziende di produzione lattiera in Europa si vedono costrette ad adeguarsi a condizioni economiche caratterizzati da una crescente globalizzazione. Dei 32 millioni di bovini esistenti in Europa, appena 2/3 vengono impiegati per la produzione lattiera e delle 100 razze bovine solo 7 rivestono a tutt'oggi un'importanza che può dirsi sovrannazionale. Ciò porta ad una sempre maggiore specializzazione della zootecnia da latte; aumenta infatti il numero di aziende con 100 - 500 capi di bestiame che hanno bisogno di vacche sane ad alta produttività (10.000 l.) di latte con un alto tenore di sostanze nutritive anche grazie alla buona conversione degli alimenti. La diminuzione dei prezzi pagati ai produttori ed il rigido sistema delle quote latte limitano la crescita delle aziende costrette, per mantenere la loro competitività ed assicurarsi un reddito sufficiente, a ridurre il costo unitario di produzione del latte.
Caratteristiche produttive e funzionali
La pressione derivante dalla riduzione dei prezzi dev'essere
compensata dal progresso tecnologico. Gli allevatori europei di vacche da latte
sono riusciti ad ottenere un considerevole aumento di produttività per quanto
riguarda la quantità di grasso e di proteine in presenza di una produzione di
6000 kg di latte. Gli allevatori della Holstein hanno addiritura superato la
produzione di mandria di 10.000 litri, con una conseguente riduzione del 20-30%
dei capi di bovini da latte. Tale cambiamento strutturale porterà, inoltre, ad
una riduzione del 40% del numero di allevatori che attualmente supera le 900.000
unità.
Sul lato costi i fattori piú importanti sono le spese per l'alimentazione, per la rimonta e per le visite veterinarie e su tutti questi fattori incide la carriera dei singoli capi di bestiame. Al fine di essere concorrenziali sul piano dei costi, tali fattori vanno minimizzati. Oltre ad un'ulteriore ottimizzazione delle caratteristiche produttive, gli allevatori dovranno puntare anche sul miglioramento delle proprietà funzionali a bassa ereditarietà, vale a dire di tutte quelle caratteristiche che non incidono direttamente sulla produttività, ma che influiscono sulle spese di rimonta e su quelle veterinarie e quindi sulla redditività della produzione lattiera. Si tratta in particolare di cinque aspetti: salute, fertilità, andamento dei parti, efficienza (riferita alla quantità ed ai costi degli alimenti) e mungibilitá. La necessità di intervenire per migliorare tali caratteristiche emerge ancora più chiaramente se osserviamo l'andamento e le cause delle figlie perse.
La percentuale di perdite dovute a patologie dell'apparato mammario e degli arti si è raddoppiata negli ultimi 15 anni. Il miglioramento genetico delle relative caratteristiche funzionali e quindi dello stato di salute degli animali porterebbe ad una riduzione dei costi veterinari, nonché dei costi di rimonta grazie ad una più lunga carriera. Il fatto che, negli ultimi anni, tali caratteristiche siano state trascurate dagli allevatori è da attribuirsi da un lato alle correlazioni genetiche negative rispetto alle caratteristiche prettamente produttive e dall'altro alla difficoltà di rilevamento dei relativi dati. Per le caratteristiche di tal genere (tabella 1) spesso non sono disponibili dati concreti, ragion per cui bisogna ripiegare su caratteristiche surrettizie correlate a quelle desiderate che spesso hanno carattere soggettivo e non possono essere rilevate in modo omogeneo o immediato. Solo il ricorso ad un'opportuna valutazione della performance e del valore genetico (VPVG) permette di arrivare ad un miglioramento delle caratteristiche funzionali. Finora la VPVG per quanto riguarda il tasso di non ritorno, l'andamento dei parti e il tasso di vitelli morti è stata effettuata solo una volta all'anno. Da ciò consegue che per l'impiego dei tori a livello nazionale ed anche internazionale avviene a tuttora in assenza di adeguate informazioni sulle caratteristiche funzionali.
Tabella 1: Caratteristiche funzionali secondo il Gruppo di lavoro dell'Associazione europea per la produzione zootecnica.
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Caratteristica |
Caratteristic surrettizia |
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mastite, unghioni + piedi, altre patologie, resistenza generale alle malattie |
n. cellule somatiche morfologia periodo di secca |
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ciclo riproduttivo funzionante e sintomi evidenti di calore, tasso di gravidità |
tasso di non ritorno dimensioni unghioni carriera |
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effetti diretti e materni, tasso di parti morti |
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peso corporeo, assunzione mangime persistenza |
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flusso latteo |
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Fonte: Groen et al. (1999)
La nuova valutazione dell'attitudine alla produzione
In alternativa alla considerazione delle caratteristiche
funzionali si può optare per il controllo sul campo delle contemporanee dei
tori da prova nelle grandi aziende convenzionate (il futuro ambiente di
produzione zootecnica). L'impiego mirato di tori da prova nelle grandi aziende
garantisce la presenza di un certo numero di contemporanee dello stesso toro in
tutte le aziende. Essendo piú o meno uguale la consistenza numerica della
discendenza, le aziende in questione presentano un patrimonio genetico molto
simile. Inoltre tale foma di valutazone permette di individuare altre
caratteristche sulla base di sistemi di management delle mandrie, quali ad
esempio il quantitativo di latte prodotto, la mungibilità, la conducibilità
del latte per mungitura, nonché tutte le patologie di un certo rilievo, quali
la mastite clinica. le malattie degli unghioni e la febbre del latte. Inoltre si
intende rilevare l'andamento dei parti, il peso alla nascita sia dei vitelli
nati vivi che di quelli nati morti, ed i risultati dei vari controlli della
gravididtá. In base alla valutazione delle correlazioni genetiche tra
caratteristiche surrettizie e caratteristiche desiderate, è possibile valutare
il valore genetico per le caratteristiche funzionali e quindi paragonare
oggettivamente i tori da prova. I valori riproduttivi in tal modo ottenuti sono
molto piú significativi di quelli che si basano sul controllo standard della
discendenza.
Analisi del genoma
Un'altra metodologia innovativa per migliorare sia le
caratteristiche produttive sia quelle funzionali si basa sull'utilizzo dei
risultati dell'analisi del genoma che costituisce il presupposto per una
selezione basata sui marker, nonché sull'uso di test di diagnostica genetica.
Grazie alla messa a punto di marker genetici molecolari è possibile individuare
la variabilità genetica direttamente sul DNA. I marker genetici molecolari
fungono praticamente da punti di segnalazione sui cromosomi del bovino. Da vari
studi di ricerca sul genoma condotti in Germania, Francia ed Olanda sono emerse
delle conoscenze relative alle caratteristiche che hanno una certa
significatività anche in termini economici. Gli ambiti genomici individuati e
sottoposti a mappatura sono stati denominati QTL. Questi ultimi, legati sui
cromosomi a marker genetici, presentano due manifestazioni, di cui una influisce
in modo positivo l'altra in modo negativo sulla caratteristica in questione. Il
processo di selezione tramite marker riguarda anche la manifestazione e quindi
l'effetto genetico dei vari QTL. La fig. 1 riporta uno schema della selezione
supportata da marker.
La selezione supportata da marker serve all'ottimizzazione di una varietà di parametri che determinano direttamente il processo di miglioramento genetico. In tal modo è possibile ridurre l'intervallo intergenerazionale anticipando il momento di selezione ed effettuandola prima ancora di disporre dei dati fenotipici dei vari soggetti (ad es. vitelli). Inoltre è possibile incrementare il grado di precisione della selezione anche per caratteristiche a bassa eredidabilità (ad es. caratteristiche funzionali) che dipendono fortemente da fattori ambientali. Da varie simulazioni è emerso chiaramente che tale procedimento di selezione in aggiunta alle metodologie classiche basate sui valori fenotipici porta ad un ulteriore effettivo miglioramento selettivo. In avvenire sarà importante dunque per gli allevatori di bovini perfezionare la mappatura di QTL, onde pervenire ad un'ottimale combinazione delle due forme di selezione. Infatti, nei paesi comunitari che figurano tra i maggiori produttori di latte, comincia proprio adesso ad affermarsi la selezione tramite marker.
Possibili combinazioni genetiche nella progenie
Fig. 1: Schema di selezione tramite marker. La manifestazione voluta del QTL che influisce positivamente sulla caratteristica in questione è evidenziata in verde e può essere resa visibile con l'aiuto di un marker genetico. Tra i fratelli germani solo il vitello in mezzo presenta una duplice manifestazione positiva del carattere e verrebbe quindi scelto come riproduttore.
Nel frattempo sono stati anche identificati i geni
responsabili di determinate malattie ereditarie. I test di diagnosi genetica
permettono di definire il genotipo di ogni soggetto e quindi di escludere
tempestivamente dalla riproduzione animali portatori di determinate patologie
ereditarie. Infatti per alcune di esse, quali ad es. DUMPS, BLAD e Weavers i
test diagnostici sono già disponibili e vengono impiegati da varie
organizzazioni attive nell'ambito della riproduzione selettiva.
Ottimizzazione dei programmi di riproduzione
Al fine di accelerare il processo di miglioramento selettivo
è stata avviata recentemente una intensificazione dei programmi tradizionali di
selezione. Questi ultimi, per la parte paterna sono caratterizzati da ampi test
della progenie, da un'alta performance riproduttiva, da una forte intensità
selettiva e da lunghi intervalli intergenerazionali. Sul lato materno, invece si
distinguono per un basso grado di riproduzione con una scarsa intensità
selettiva e poche garanzie relativamente ai valori genetici. L'intensificazione
dei programmi di miglioramento selettivo è stata realizzata anche con l'aiuto
del programma "giovani bovini" che per la scelta delle madri di toro
ricorre massicciamente a giovenche con un altissimo valore genetico per poter
ridurre notevolmente l'intervallo intergenerazionale. Tali programmi di
selezione prevedono il prelievo mediante sofisticati procedimenti biotecnologici
di ovuli di giovani bovini in un momento anteriore all'età riproduttiva. Gli
ovuli vengono fecondati con lo sperma di razzatori di primissima qualità a
livello internazionale e gli embrioni vengoni impiantati in vacche portatrici.
Dopo la prima gravidanza delle giovani giovenche e dopo il parto del vitello si
ricavano le informazioni risultanti dalla prima lattazione ai fini della
selezione come madri di tori; ciò significa che la selezione avviene sui propri
vitelli o sui vitelli nati da vacche portatrici, il che porta alla riduzione
dell'intervallo intergenerazionale, nonché all'incremento del trasso di
riproduzione e dell'intensità di selezione. Programmi di questo genere, il cui
svolgimento è illustrato nella figura 2, vengono realizzati ormai da alcuni
anni in Germania, Francia ed Olanda.
Conclusioni
Il cambiamento strutturale nell'ambito dell'allevamento
bovino e della produzione lattiera interesserà, tra non molto, anche le
organizzazioni preposte alla selezione e all'inseminazione. La concorrenza
internazionale richiederà una concentrazione su pochi programmi di selezione
efficienti e lo scarto di programmi non competitivi. Per attuare tali programmi
sarà necessario collaborare oltre i confini dato che essi sono concepiti per
500.000 vacche con quasi un millione di prime inseminazioni e per il controllo
di 300 tori riproduttori tra i quali si sceglieranno i migliori razzatori. Le
piú recenti tecnologie riproduttive, nonché l'analisi del genoma permetteranno
un'ulteriore perfezionamento dei programmi di selezione che mirano a mettere a
disposizione degli allevatori soggetti sani che assimilano bene il mangime e
sono in grado di produrre 10.000 l di latte di qualità e con un buon tenore di
sostanze nutritive.